Lo Span of Control, anche conosciuto come Span of Management, è un tema molto caro tanto nell’ambito delle risorse umane quanto nel project management. Vede la sua importanza all’interno dello studio nella corretta valutazione e direzione nel numero di risorse che un responsabile può gestire e controllare direttamente, in quelli che sono i numerosi progetti di consulenza che caratterizzano la vita dello studio professionale.
Il passaggio generazionale nelle aziende italiane. Problemi e difficoltà dell’85% delle aziende: “Il family business”. Per le aziende familiari rimanere competitive significa trasformare la loro visione del futuro in un piano d’azione concreto da mettere in pratica con energia ed impegno, andando oltre il mero trasferimento di quote e cariche ed essere capaci di condividere competenze e valori; opportunamente gestita, la successione in azienda può rappresentare anche un’importante occasione di rilancio per l’impresa, verso una strategia più moderna e innovativa.
Le aziende sono tra le prime protagoniste chiamate a rispondere durante i periodi di incertezza globale, quando il capitalismo è sotto pressione e devono affrontare quotidianamente l’instabilità e la complessità del caso. Tale risposta, deve assumere la forma di investimenti significativi: in persone, prodotti e luoghi che affronteranno le sfide immediate e genereranno risultati positivi a lungo termine per l’intera comunità.
Entrando più nel dettaglio i Basket Bond regionali, oggetto della misura, consistono in un portafoglio di mini bond emessi da società con sede nella regione Campania, per finanziare i rispettivi piani di sviluppo. Il programma ha l’obiettivo di sostenere il tessuto imprenditoriale e sociale dell’area target. Il portafoglio beneficia di una garanzia pubblica, sotto forma di cash collateral, rilasciata dalla Finanziaria Regionale a copertura del 100% delle prime perdite registrate sul portafoglio.
PASSAGGIO GENERAZIONALE TRA EREDITA’ E MERITO #MANAGER DI FAMIGLIA
Le imprese a conduzione familiare rappresentano la forma imprenditoriale più antica e diffusa e svolgono un ruolo di primo piano nel panorama economico globale. Stando alle statistiche del Family Firm Institute, sono circa i due terzi delle imprese nel mondo, e questo è ancora più evidente nel nostro Paese dove rappresentano l’85% del totale delle aziende.
Lo scenario economico si è inevitabilmente complicato, i livelli di prevedibilità si sono evoluti in complessità. Riteniamo che un asset organizzativo costantemente orientato alla prevenzione della crisi sia oggi più che mai un sistema di procedure e competenze essenziale alla gestione corrente. In questo quadro, il 15 luglio scorso è entrato in vigore il nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza, approvato con il D.Lgs. 14/2019, più volte modificato. L’obiettivo perseguito consiste nell’allineare la nostra normativa alla Direttiva c.d. Insolvency, la quale prevede che: “[…] I quadri di ristrutturazione preventiva dovrebbero innanzitutto permettere ai debitori di ristrutturarsi efficacemente in una fase precoce e prevenire l’insolvenza e quindi evitare la liquidazione di imprese sane”.
Crisi e PMI: le domande delle aziende. Tra variabili e fattori di incertezza ecco come capire quali sono le aree di intervento su cui agire subito.
Dall’esperienza nella gestione delle crisi precedenti sappiamo che:
– il rischio più sottovalutato nelle crisi è l’inerzia (c.d. “management bias”): le imprese che dimostrano grande difficoltà di ripresa dopo la crisi sono proprio le stesse che non hanno saputo adattarsi ai cambiamenti indotti dalla crisi, basandosi sul fatto che quest’ultima fosse un fenomeno solo temporaneo;
– i cambiamenti strutturali di norma generano anche nuovi bisogni: tuttavia utilizziamo dei nuovi metodi per soddisfare tuttora i vecchi bisogni;
– la collaborazione con un consulente aziendale può guidare l’impresa attraverso il superamento di molteplici fattori di incertezza che ne condizionano le stime di valore; favorendo un miglioramento dei processi critici che avranno un importante impatto sulla valutazione della piccola e media impresa.
La crisi come occasione di sviluppo. Programmare, assumere impegni e affrontare i cambiamenti con un processo di stabilizzazione: ecco le aziende che ce la fanno.
Il recente periodo di crisi cominciato dalla Pandemia e proseguito con la guerra in Ucraina è uno scenario costante che ha sconvolto e modificato il mercato globale, condizionando sia la vita degli individui che il sistema azienda: gli effetti di lungo termine delle crisi infatti incidono significativamente sul valore delle imprese, seppure siano pochi i casi in cui gli effetti bellici (o ancora di più la pandemia da Covid) abbiano realmente modificato il processo di pianificazione delle imprese, molto più frequentemente le imprese hanno solo rinviato i propri piani o più semplicemente si sono limitate a formulare il budget.
La necessità di accelerare il processo per limitare i danni dai cambiamenti climatici hanno portato alla realizzazione di protocolli di intesa internazionali (Kyoto 1997-Parigi 2015), aprendo così uno scenario sull’ emergenza climatica, che oggi più che mai è divenuto una emergenza imponendo innovazioni e cambiamenti nei processi aziendali e produttivi finalizzati all’ottimizzazione delle risorse. Il lungo periodo di caldo torrido ha reso evidente a ciascuno come l’utilizzo indiscriminato delle risorse del pianeta non possa continuare e come sia indispensabile individuare un modello di sviluppo che garantisca una responsabile gestione del ciclo produttivo.
Agevolazioni e crediti di imposta: in arrivo anche le Certificazioni. Una certificazione che valida gli investimenti effettuati con il nuovo decreto “Semplificazioni”: ecco come funzionano le nuove opportunità per la Sanatoria del Credito di Imposta. Si arricchisce di particolari il contenzioso tra Ade e contribuenti, alla luce della Sanatoria con la procedura di riversamento spontaneo, senza sanzioni e interessi, del credito d’imposta R&S indebitamente compensato, introdotta dall’articolo 5, commi 7-12, D.L. 146/2021.IL CASO DELLA CTP DI ANCONA E DI NAPOLI Infatti la sentenza della CtP di Ancona n. 324 /2/2022 (presidente Fantini, relatore Cimini) a cui sono seguite altre, come quella della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, con la sentenza n.4988/22 depositata il 2.5.2022, hanno annullato gli atti di recupero del Credito di Imposta per attività di Ricerca e Sviluppo, previsto dall’art. 3 del D.L. n.135/2013, considerato dall’Agenzia inesistente. In accoglimento della tesi della contribuente, la CTP di Napoli considera illegittima la pretesa impositiva perché nel fornire la valutazione tecnica sull’ammissibilità dell’agevolazione, l’Agenzia non si è avvalsa del parere del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), previsto dal comma 2 dell’art.8 del decreto attuativo D.M. del 27/05/2015 (pubblicato nella Gazz. Uff. 29 luglio 2015, n. 174).
Parte la riforma degli incentivi per le imprese 2022, nella riunione del 26 maggio 2022, il Governo ha approvato il disegno di legge delega per la realizzazione di un sistema organico semplificato e rinnovato e il testo di collegato alla Legge di Bilancio: la riforma prevede una riorganizzazione delle agevolazioni rivolte alle imprese, attraverso una rinnovata governance che assicura un migliore gestione della politica industriale, attraverso tre pilastri procedurali: semplificazione, uniformità e trasparenza.
Si avvicina la scadenza per le imprese interessate a regolarizzare l’utilizzo errato dei crediti di imposta: ecco come funziona
Il credito di Imposta R&S è di fronte ad un importante scadenza: quella relativa alla procedura di riversamento spontaneo del credito d’imposta R&S erroneamente fruito, prevista dall’articolo 5, commi 7–12, D.L. 146/2021, che prende forma con l’apertura di una consultazione pubblica sulla bozza di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate che ne stabilisce modalità e termini di accesso, approvandone il relativo modello.