Investimenti Sostenibili 4.0: una leva per innovare e competere nel Mezzogiorno
Dal 10 settembre le micro, piccole e medie imprese del Mezzogiorno potranno avviare la compilazione delle domande per Investimenti Sostenibili 4.0, l’incentivo che sostiene programmi capaci di coniugare innovazione digitale, crescita produttiva e sostenibilità ambientale. L’invio delle istanze sarà possibile dalle ore 10.00 del 6 ottobre 2026, attraverso la piattaforma Invitalia.
La misura mette a disposizione una dotazione complessiva di oltre 447 milioni di euro, nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027. Il suo obiettivo è chiaro: accompagnare le PMI nella trasformazione dei processi e dei modelli produttivi, favorendo investimenti che rafforzino competitività, efficienza e capacità di risposta alle sfide del mercato.
A chi si rivolge la misura?
Possono accedere alle agevolazioni le PMI con programmi di investimento da realizzare in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Le imprese devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese, operare in contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati, oppure – nel caso di imprese individuali e società di persone – di due dichiarazioni dei redditi. È inoltre necessario essere in regola con gli adempimenti contributivi, ambientali, edilizi e in materia di sicurezza sul lavoro.
La misura interessa le attività manifatturiere e alcuni servizi alle imprese individuati dalla normativa. Restano esclusi, tra gli altri, i comparti della siderurgia, dell’estrazione del carbone, della costruzione navale, dei trasporti e della produzione e distribuzione di energia.
Quali investimenti sono finanziabili?
Investimenti Sostenibili 4.0 sostiene programmi finalizzati all’ampliamento della capacità produttiva, alla diversificazione della produzione, alla trasformazione dei processi produttivi esistenti o alla creazione di nuove unità produttive.
Il requisito centrale è l’impiego prevalente delle tecnologie abilitanti previste dal Piano Transizione 4.0: dall’automazione avanzata all’Internet of Things, dal cloud computing alla cybersecurity, fino a big data, intelligenza artificiale, realtà aumentata, blockchain e integrazione digitale dei processi.
Accanto alla componente tecnologica, la misura attribuisce particolare rilevanza alla sostenibilità ambientale. Sono valorizzati i programmi orientati all’economia circolare, alla riduzione dei consumi energetici e al contributo agli obiettivi climatici europei. Nei progetti di efficientamento energetico, il risparmio richiesto deve essere almeno pari al 5% dei consumi di energia primaria riferiti all’unità produttiva interessata.
Un approccio che sposta l’attenzione dal semplice acquisto di beni a una domanda più strategica: in che modo l’investimento può rendere l’impresa più efficiente, più resiliente e più competitiva nel tempo?
Importi e agevolazioni
I programmi devono prevedere spese ammissibili comprese tra 750 mila e 5 milioni di euro, entro il limite del 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.
Sono finanziabili macchinari, impianti, attrezzature, software, licenze, opere murarie – entro specifici limiti – certificazioni ambientali e consulenze specialistiche connesse alle tecnologie abilitanti. Per i progetti di efficientamento possono rientrare anche le spese per la diagnosi energetica.
L’agevolazione può coprire fino al 75% delle spese ammissibili ed è composta da un contributo in conto impianti del 35% e da un finanziamento agevolato a tasso zero del 40%, rimborsabile in un massimo di sette anni. Rimane in capo all’impresa una quota di copertura finanziaria almeno pari al 25% dell’investimento, attraverso risorse proprie o finanziamenti esterni privi di sostegno pubblico.
Non una corsa contro il tempo, ma una selezione sulla qualità
La procedura non premia soltanto la velocità di invio. Le domande presentate nella stessa giornata saranno considerate come trasmesse nello stesso momento e, se le risorse non saranno sufficienti, l’accesso all’istruttoria verrà definito attraverso una graduatoria di merito.
Per essere ammesso, il progetto dovrà raggiungere almeno 35 punti. La valutazione terrà conto della solidità del soggetto proponente, della qualità della proposta e della sostenibilità ambientale del programma. In questa prospettiva, la preparazione non può limitarsi alla documentazione formale: occorre costruire un progetto coerente, sostenibile sul piano economico-finanziario e tecnicamente dimostrabile.
Le imprese hanno quindi davanti a sé un’opportunità importante, ma anche una fase preparatoria da affrontare con attenzione. Analizzare i dati di bilancio, verificare la sostenibilità del finanziamento, definire gli investimenti e raccogliere per tempo le attestazioni tecniche necessarie può incidere concretamente sulla qualità della candidatura.
In Coesio&Partners accompagniamo le imprese nella lettura integrata di queste opportunità, valutando la coerenza tra investimento, capacità aziendale, sostenibilità finanziaria e obiettivi di sviluppo. Perché un’agevolazione produce valore quando diventa parte di un progetto d’impresa solido, misurabile e orientato al futuro.
