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Codice Incentivi 2026: cosa cambia davvero?
20/01/2026

Codice Incentivi 2026: cosa cambia davvero?

Il panorama delle agevolazioni pubbliche in Italia sta per cambiare in maniera significativa.

Il 10 dicembre 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 184/2025, noto come Codice degli Incentivi. Questo provvedimento, frutto della delega prevista dalla legge n. 160/2023, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, punta a standardizzare e rendere più efficiente l’intero processo di richiesta e gestione degli incentivi.

Il Codice si articola in 28 articoli suddivisi in cinque Capi, coprendo l’intero ciclo di vita degli incentivi: dalla programmazione iniziale fino alla valutazione finale dei risultati, garantendo maggiore chiarezza e uniformità nel sistema agevolativo italiano.

I tratti qualificanti del Codice degli incentivi sono:

- la centralità degli strumenti digitali, a partire dal Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) e dalla piattaforma telematica “Incentivi.gov.it”;

- la standardizzazione e la razionalizzazione dei processi di utilizzo, di richiesta e di applicazione degli incentivi. In proposito, vengono individuati ed elencati (sia pure in modo non tassativo) i contenuti tipici dei bandi e demanda ad un decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy l’elaborazione di un “bando-tipo” volto a facilitare e uniformare la redazione dei bandi stessi;

- la logica di programmazione e di orientamento dell’intervento pubblico in funzione dei risultati. Sono introdotti strumenti volti a rendere trasparenti le scelte di intervento delle singole amministrazioni responsabili degli incentivi.

La disciplina si basa sull’adozione di un piano degli incentivi da parte di ciascuna amministrazione centrale responsabile degli incentivi, con il quale devono essere individuati: gli obiettivi strategici di sviluppo e i relativi incentivi, il cronoprogramma di massima di attuazione e il quadro finanziari.

Come cambiano digitalizzazione e semplificazione dei bandi?

Il Codice mette al centro gli strumenti digitali, valorizzando il ruolo del Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) e della piattaforma telematica Incentivi.gov.it. L’obiettivo è ridurre la frammentazione dei criteri di accesso e semplificare le procedure.

La gestione degli interventi pubblici seguirà una logica orientata ai risultati: ogni amministrazione centrale dovrà predisporre un piano degli incentivi dettagliato, con obiettivi strategici, cronoprogramma e quadro finanziario.

Quali sono i criteri premianti e le cause di esclusione?

L’articolo 8 del Codice introduce criteri premiali volti a incentivare comportamenti virtuosi. Tra questi:

  • possesso del rating di legalità;
  • certificazione della parità di genere;
  • assunzione di persone con disabilità oltre gli obblighi di legge;
  • sostegno alla natalità e al lavoro giovanile e femminile.

Parallelamente, l’articolo 9 definisce le cause di esclusione automatica, tra cui: condanne penali dei legali rappresentanti per reati gravi, violazioni contributive che impediscono il rilascio del DURC e la mancata stipula di contratti assicurativi contro danni da eventi catastrofali.

Cosa cambia per incentivi fiscali e contributivi?

Il Codice distingue tra disciplina generale e regimi speciali dedicati a incentivi fiscali e contributivi.

  • Incentivi fiscali: se richiedono istruttoria tecnica, seguono le regole generali del Codice, fatta eccezione per controllo e recupero. Per i crediti d’imposta automatici, il richiedente deve comunicare preventivamente l’importo totale e la ripartizione annuale.
  • Incentivi contributivi: collegati alla gestione dei rapporti di lavoro, rimangono soggetti a disposizioni semplificate per la riduzione delle aliquote ordinarie.

Il Codice degli Incentivi rappresenta quindi un passo avanti verso maggiore trasparenza, inclusione e semplificazione delle agevolazioni pubbliche in Italia, bilanciando stimoli per la crescita e misure di controllo per la tutela del tessuto produttivo. La digitalizzazione e i criteri premiali introducono un approccio più moderno e orientato ai risultati, a vantaggio di imprese, professionisti e lavoratori autonomi.

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