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Crediti d'imposta R&S: nuove linee guida in arrivo per software e design
16/04/2026

Crediti d'imposta R&S: nuove linee guida in arrivo per software e design

Il sistema degli incentivi fiscali per l’innovazione si avvia verso una fase di maggiore chiarezza operativa. Durante il webinar del 26 marzo 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’integrazione delle Linee Guida sul credito d’imposta Ricerca e Sviluppo, con l’introduzione di sezioni dedicate a software e design.

Si tratta di un passaggio rilevante. Negli ultimi anni, proprio questi ambiti hanno evidenziato le maggiori difficoltà interpretative, esponendo le imprese a margini di incertezza nella qualificazione delle attività e, di conseguenza, a possibili contestazioni. L’obiettivo è rendere il quadro più leggibile e stabile, migliorando la prevedibilità degli investimenti.

Software e design: i principali nodi interpretativi

Il tema è particolarmente sensibile nel settore software, dove l’applicazione dei criteri del Manuale di Frascati dell’OCSE richiede un elevato livello di precisione. Distinguere tra sviluppo evolutivo e attività di ricerca e sviluppo non è sempre immediato, ed è proprio in questo spazio che si sono concentrate molte criticità. Non a caso, il software rappresenta oggi il comparto con il maggior numero di progetti certificati.

Anche il design e l’ideazione estetica sono destinati a beneficiare dell’aggiornamento. In questo caso, il nodo riguarda la corretta riconducibilità delle attività alla disciplina della R&S, soprattutto alla luce della normativa precedente.

Le nuove Linee Guida puntano a definire criteri più chiari, riducendo le aree di ambiguità.

Certificazione preventiva: ruolo e limiti

In questo contesto, la certificazione preventiva assume un ruolo sempre più strategico. Consente alle imprese di validare ex ante la natura tecnica dei progetti, riducendo il rischio di contenzioso e rafforzando la solidità dell’agevolazione nel tempo.

In questo ambito, Coesio&Partners opera anche attraverso Finesio, inserita nell’Albo dei certificatori e abilitata al rilascio delle certificazioni previste dalla normativa.

È però fondamentale chiarire la distinzione delle competenze. La certificazione riguarda esclusivamente il profilo tecnico dell’ammissibilità delle attività. I controlli contabili, relativi a inerenza, congruità ed effettivo sostenimento delle spese, restano in capo all’Agenzia delle Entrate.

Anche in presenza di una certificazione valida, l’Amministrazione finanziaria mantiene quindi pieno potere di verifica sugli aspetti economici. La certificazione tutela il perimetro tecnico, ma non esaurisce i controlli.

Il quadro 2026: continuità e operatività

Dal punto di vista operativo, il quadro per il 2026 si presenta stabile. Il credito d’imposta Ricerca e Sviluppo resta attivo fino al 2031, con un’aliquota del 10% e un limite massimo annuale di 5 milioni di euro.

Il credito per design e ideazione estetica, prorogato dalla Legge di Bilancio 2026, mantiene la stessa aliquota del 10%, con un tetto di 2 milioni di euro annui. Si tratta di strumenti ormai strutturati, che richiedono però un corretto inquadramento tecnico per essere utilizzati in modo efficace.

Verso un sistema più integrato

Un ulteriore elemento di evoluzione riguarda il coordinamento tra istituzioni. Lo scambio di informazioni tra MIMIT e Agenzia delle Entrate è oggi automatizzato e avviene con cadenza quindicinale, consentendo un monitoraggio continuo su certificatori, progetti ed esiti dei controlli.

Permangono modalità più tradizionali, come l’utilizzo della PEC per alcune comunicazioni, ma il sistema si sta progressivamente orientando verso una gestione più digitale e integrata.

Una direzione chiara per le imprese

L’aggiornamento delle Linee Guida, atteso nei prossimi mesi, non è solo un intervento tecnico. Rappresenta un passo ulteriore verso un sistema di incentivi più coerente e affidabile, in grado di supportare le imprese nei processi di innovazione.

In un contesto in cui la corretta interpretazione normativa fa la differenza, disporre di riferimenti chiari significa poter pianificare con maggiore sicurezza, riducendo i rischi e valorizzando al meglio le opportunità disponibili.

 

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