Iperammortamento: verso l’addio al vincolo “Made in UE”?
Il Piano Transizione 5.0 potrebbe presto subire una modifica rilevante: l’eliminazione del vincolo “Made in EU” per i beni agevolabili. Secondo le recenti dichiarazioni del viceministro dell’Economia Maurizio Leo, il Governo è al lavoro per rimuovere il requisito che limita l’accesso al beneficio ai beni prodotti all’interno dell’Unione europea.
Si tratta di un intervento ancora in fase di definizione, che richiederà un confronto con le istituzioni europee. Tuttavia, l’indirizzo politico appare chiaro: rendere la misura più flessibile e maggiormente aderente alle esigenze operative delle imprese.
Perché il vincolo rappresenta un limite concreto
Il Piano Transizione 5.0 incentiva gli investimenti in beni strumentali innovativi in grado di garantire un risparmio energetico misurabile. Il credito d’imposta è parametrato al miglioramento dell’efficienza energetica ottenuto grazie all’investimento.
Nella pratica, però, il vincolo legato alla provenienza europea dei beni ha generato diverse criticità. Non sempre le tecnologie più performanti o più coerenti con i processi produttivi aziendali sono disponibili esclusivamente sul mercato UE. In alcuni settori ad alta specializzazione, la scelta può risultare fortemente limitata.
Questo può tradursi in: minore libertà nella selezione dei fornitori; aumento dei costi di approvvigionamento; allungamento dei tempi di investimento; rinvio o ridimensionamento dei progetti di innovazione.
Cosa cambierebbe per le imprese
L’eventuale eliminazione del vincolo “Made in EU” amplierebbe in modo significativo le possibilità di scelta. Le imprese potrebbero selezionare i beni tecnologicamente più idonei ai propri obiettivi di efficientamento energetico, indipendentemente dalla provenienza geografica.
Operativamente, questo significherebbe quindi:
- maggiore flessibilità nella pianificazione degli investimenti;
- accesso a un mercato globale delle tecnologie;
- possibilità di ottimizzare il rapporto tra costo e beneficio;
- riduzione del rischio di blocchi o ritardi legati alla disponibilità dei fornitori.
Rimarrebbe comunque centrale il requisito fondamentale del Piano: il miglioramento misurabile delle performance energetiche. L’agevolazione continuerebbe a essere riconosciuta solo in presenza di un effettivo incremento dell’efficienza, certificato secondo le modalità previste dalla normativa.
