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Adeguati assetti: dalla compliance a una nuova idea di governance
14/09/2026

Adeguati assetti: dalla compliance a una nuova idea di governance

La riforma della governance societaria attribuisce agli adeguati assetti un ruolo sempre più centrale nel governo dell’impresa. Non si tratta soltanto di un aggiornamento tecnico o di un adempimento da presidiare: il tema investe il modo stesso in cui le organizzazioni assumono decisioni, distribuiscono responsabilità, gestiscono informazioni e costruiscono le condizioni per la propria continuità.

In questa prospettiva, gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili non possono essere considerati elementi isolati. Rappresentano, piuttosto, le componenti di un’unica architettura: una struttura capace di mettere in relazione organizzazione, controllo e flussi informativi, affinché le decisioni siano fondate su dati attendibili, tempestivi e coerenti con la realtà aziendale.

Il superamento di un modello unico

Il decreto legislativo 47/2026 interviene in maniera significativa sulla governance delle società di capitali. La riforma dell’articolo 2380 del Codice civile supera definitivamente l’impostazione che individuava nel sistema con collegio sindacale il modello ordinario di amministrazione e controllo.

La nuova disciplina riconosce piena dignità ai diversi sistemi di governance, eliminando qualsiasi implicita gerarchia tra gli stessi. La scelta dell’assetto organizzativo diventa quindi espressione dell’autonomia statutaria e deve essere effettuata esclusivamente sulla base delle concrete esigenze della società.

Dimensioni, struttura e composizione della compagine sociale, caratteristiche dell’attività esercitata: sono questi gli elementi che concorrono a definire il modello più adeguato. Ne deriva un passaggio rilevante. La governance non può più essere ricondotta a uno schema standardizzato, ma deve essere costruita in funzione della complessità effettiva dell’impresa e della sua capacità di governarla.

Organizzazione e controllo come sistema

La centralità dell’organizzazione societaria è uno degli aspetti qualificanti della riforma. L’organizzazione non viene più intesa come un semplice supporto all’attività di gestione, ma come il presupposto indispensabile per il corretto funzionamento dell’impresa.

In questo quadro, gli assetti organizzativi adeguati, i flussi informativi efficienti, la corretta individuazione delle responsabilità e i sistemi di controllo realmente operativi costituiscono elementi strettamente interdipendenti. La loro efficacia dipende dalla capacità di integrarsi in una struttura decisionale coerente.

L’organo amministrativo e quello di controllo assumono così responsabilità sempre più rilevanti. Il loro ruolo non si esaurisce nel presidio di singoli adempimenti, ma richiede una visione complessiva dell’impresa, delle sue informazioni e dei processi attraverso cui tali informazioni vengono trasformate in decisioni.

Una governance efficace presuppone, infatti, che amministrazione, controllo, organizzazione e informazioni non siano gestiti come ambiti separati. La qualità dell’assetto dipende dal modo in cui questi fattori dialogano tra loro e dalla capacità dell’impresa di condividere informazioni complete e tempestive, assumendo decisioni fondate su un’effettiva conoscenza di rischi e opportunità aziendali.

Dalla multidisciplinarietà all’integrazione

La crescente centralità degli adeguati assetti produce conseguenze importanti anche sul piano professionale. La complessità dell’impresa contemporanea non può essere affrontata attraverso una logica di monocompetenza.

Strategia, organizzazione, governance, finanza e controllo, sistemi informativi e cybersecurity, compliance, gestione dei rischi e continuità aziendale richiedono competenze specialistiche profonde. Tuttavia, la presenza di professionalità diverse, da sola, non è sufficiente.

Il salto di qualità consiste nella loro integrazione. Non in una semplice sommatoria di consulenti, ciascuno concentrato esclusivamente sulla propria materia, ma in un modello capace di far dialogare competenze differenti all’interno di una regia unitaria.

La differenza tra multidisciplinarietà e interdisciplinarietà si colloca proprio qui. Nel primo caso, le competenze coesistono; nel secondo, collaborano per leggere l’impresa come un sistema, collegare informazioni provenienti da ambiti diversi e trasformarle in decisioni coerenti.

È una trasformazione che riguarda anche il ruolo della consulenza. Accompagnare un’impresa nella definizione di adeguati assetti significa contribuire a costruire un modello di governo proporzionato alla sua struttura, alle sue esigenze e alla sua evoluzione. Significa lavorare affinché organizzazione, responsabilità, controlli e informazioni non restino su piani distinti, ma diventino strumenti concretamente utilizzabili dagli organi societari.

La governance come leva di continuità

Gli adeguati assetti non rappresentano dunque soltanto un obbligo normativo. Possono diventare una piattaforma attraverso cui ricomporre la complessità dell’impresa e tradurla in capacità di governo, prevenzione e creazione di valore.

Per Coesio&Partners, questo significa affiancare le imprese con un approccio integrato, in cui gli aspetti organizzativi, economico-finanziari, di controllo e di continuità aziendale vengono letti come parti della stessa architettura. Perché una governance efficace non coincide con il rispetto formale delle regole: coincide con la capacità di rendere l’impresa più consapevole, coordinata e pronta ad affrontare il cambiamento.

 

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