Composizione negoziata 2026: regole più chiare per il risanamento delle imprese
La composizione negoziata si conferma uno degli strumenti più importanti per supportare le imprese che attraversano situazioni di squilibrio economico, finanziario o patrimoniale. Con il decreto dirigenziale del 23 aprile 2026, pubblicato dal Ministero della Giustizia, sono stati aggiornati diversi strumenti operativi previsti dal Codice della Crisi d’Impresa, con l’obiettivo di rendere il percorso di risanamento più strutturato, trasparente e verificabile.
Le novità non modificano l’impianto normativo della procedura, ma intervengono sugli aspetti pratici che accompagnano imprese, professionisti ed esperti durante tutto il percorso.
Il test pratico per valutare la sostenibilità del risanamento
Tra gli strumenti confermati vi è il test pratico, utilizzato per valutare la sostenibilità del risanamento aziendale. Il suo obiettivo non è stabilire se un’impresa sia in crisi o insolvente, ma misurare la complessità del percorso necessario per recuperare l’equilibrio economico e finanziario.
L’analisi prende in considerazione il rapporto tra i debiti da gestire e la capacità dell’azienda di generare flussi finanziari attraverso la propria attività ordinaria. In questo modo l’imprenditore può ottenere una prima indicazione sulla fattibilità delle strategie di rilancio e sulle eventuali azioni correttive da adottare.
Una check-list più completa per costruire il piano
Un’altra novità riguarda l’evoluzione della check-list utilizzata durante la predisposizione del piano. Lo strumento assume una funzione ancora più operativa e diventa una vera guida metodologica per costruire il progetto di risanamento.
Oltre agli elementi già previsti, come l’analisi delle cause della crisi, le preiezioni economico-finanziarie e la sostenibilità del debito, la nuova impostazione estende il suo utilizzo anche ai principali strumenti di regolazione della crisi, tra cui accordi di ristrutturazione, piani attestati e concordato preventivo.
L’obiettivo è favorire una maggiore coerenza tra la fase negoziale e le successive soluzioni eventualmente adottate dall’impresa.
Maggiore attenzione al valore di liquidazione
Uno degli aspetti più rilevanti dell’aggiornamento riguarda la valutazione del patrimonio aziendale in caso di liquidazione.
La stima del valore di liquidazione assume infatti un ruolo centrale nella valutazione della convenienza delle proposte formulate ai creditori. Non conta soltanto quanto patrimonio può essere recuperato, ma anche i tempi necessari per la sua realizzazione e il valore effettivo che i creditori potrebbero ottenere nelle diverse alternative disponibili.
Per questo motivo i piani di risanamento dovranno contenere analisi sempre più dettagliate e confronti concreti tra la soluzione proposta e gli scenari alternativi di liquidazione.
Il ruolo dell’esperto indipendente
Le nuove indicazioni confermano il ruolo dell’esperto indipendente come facilitatore delle trattative tra impresa e creditori.
L’esperto non sostituisce l’imprenditore nelle decisioni aziendali e non svolge attività di consulenza, ma accompagna il confronto tra le parti verificando la presenza di concrete prospettive di risanamento. Vengono inoltre confermate le regole relative all’indipendenza, ai tempi dell’incarico e alla predisposizione della relazione finale.
BDD Plus: partire dall’analisi per scegliere la strada giusta
Per le imprese che attraversano una fase di difficoltà, intervenire tempestivamente è spesso il fattore decisivo per preservare la continuità aziendale e individuare le soluzioni più efficaci.
Attraverso il servizio BDD+ Coesio&Partners supporta le aziende nell’analisi del proprio stato di salute, nell’individuazione delle criticità e nella definizione delle strategie più adatte per affrontare percorsi di risanamento, riorganizzazione o sviluppo.
Un approccio strutturato consente all’impresa di prendere decisioni consapevoli, valutare gli strumenti più adeguati e costruire un percorso sostenibile per tutelare continuità, competitività e valore aziendale.
