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ZES Unica 2026-2028: cosa prevede il credito d’imposta per le imprese del Mezzogiorno?
19/01/2026 ZES Unica Sud,credito d'imposta,agevolazioni Mezzogiorno,investimenti Sud Italia,Legge di Bilancio 2026,bonus imprese,sviluppo Sud

ZES Unica 2026-2028: cosa prevede il credito d’imposta per le imprese del Mezzogiorno?

Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) viene confermata e rafforzata la ZES Unica, uno degli strumenti principali di politica industriale a sostegno degli investimenti nel Mezzogiorno.

Per il triennio 2026-2028, le imprese potranno continuare a beneficiare del Credito d’imposta ZES Unica, un’agevolazione pensata per favorire il rilancio produttivo delle regioni del Sud attraverso investimenti in beni strumentali nuovi.

La misura è rivolta alle imprese che realizzano investimenti, facenti parte di un progetto di investimento iniziale, destinati a strutture produttive situate nel Mezzogiorno, con un orizzonte temporale che va dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028. Oltre a incentivare l’adozione di tecnologie moderne e l’ampliamento delle capacità produttive, la ZES Unica mira a garantire uno sviluppo economico stabile e duraturo, introducendo vincoli di permanenza e soglie di investimento rilevanti, che vanno da un minimo di 200.000 euro fino a un massimo di 100 milioni di euro.

Quali sono le scadenze chiave per accedere al beneficio?

La tempistica per accedere al credito d’imposta ZES Unica è scandita da finestre temporali precise che richiedono un monitoraggio costante.

Per ciascun anno del triennio 2026, 2027 e 2028, le imprese devono presentare una comunicazione preventiva tra il 31 marzo e il 30 maggio. In questa fase vanno indicate sia le spese già sostenute sia quelle che si prevede di realizzare entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento.

A conferma dell’investimento, è poi obbligatorio trasmettere una comunicazione integrativa tra il 3 e il 7 gennaio dell’anno successivo, attestando l’effettiva realizzazione degli acquisti dichiarati in fase preventiva.

Quali spese sono ammissibili al credito d’imposta ZES?

Il credito d’imposta è orientato a sostenere l’innovazione e l’espansione delle strutture produttive. Rientrano tra le spese agevolabili gli acquisti di macchinari, impianti e attrezzature varie nuovi, inclusi quelli acquisiti tramite contratti di locazione finanziaria (leasing).

Sono inoltre ammissibili le spese per l’acquisto di terreni e per la realizzazione, l’acquisizione o l’ampliamento di immobili strumentali. La normativa, tuttavia, introduce un limite specifico: il valore complessivo di terreni e fabbricati non può superare il 50% del valore totale dell’investimento agevolato.

Come si accede alla ZES Unica e perché è fondamentale la pianificazione?

L’accesso alla ZES Unica non può essere considerato un semplice adempimento formale, ma rappresenta il risultato di una pianificazione finanziaria strutturata.

È essenziale predisporre un business plan dettagliato, in grado di descrivere con precisione i beni da acquistare, i costi previsti e il cronoprogramma degli investimenti, assicurando la piena coerenza con le scadenze fissate dalla normativa.

Una volta verificata la fattibilità dell’operazione, le domande devono essere trasmesse esclusivamente tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Qual è il contributo previsto nelle diverse aree territoriali?

L’intensità del credito d’imposta varia in base alla regione in cui è localizzato l’investimento, in linea con le esigenze di sviluppo territoriale:   

  • 40%: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia   
  • 30%: Basilicata, Molise e Sardegna
  • 15%: Zone assistite dell’Abruzzo, Umbria e Marche
  • 50 e 40%: Aree specifiche di Puglia e Sardegna rientranti nel “Fondo per una transizione giusta” 

Tali percentuali aumentano ulteriormente del 10% per le Medie imprese e 20% per le Micro e Piccole imprese.

Quali sono i limiti e le regole di cumulabilità del credito ZES?

Il regime ZES consente una certa flessibilità, ma è soggetto a limiti stringenti per evitare distorsioni della concorrenza.

Il credito d’imposta è cumulabile con altri aiuti statali, purché non vengano superate le intensità massime previste dalle mappe degli aiuti regionali europee (ad esempio, il 60% in Campania).

Per quanto riguarda gli aiuti non statali, la cumulabilità è ammessa fino al 100% delle spese effettivamente sostenute. Rimane comunque inderogabile il divieto di doppio finanziamento: non è possibile coprire la stessa quota di costo di un bene con più incentivi pubblici.

Come si utilizza il credito d’imposta e quali controlli sono previsti?

Il credito d’imposta ZES Unica è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24. L’utilizzo non è immediato: è necessario attendere il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che determina l’ammontare del credito spettante e la conclusione effettiva dell’investimento.

Sul piano dei controlli, tutte le spese devono essere certificate da un revisore legale dei conti. Inoltre, le imprese sono tenute a rispettare l’obbligo di mantenimento: l’attività economica e i beni agevolati devono rimanere nella zona ZES per almeno 5 anni, termine ridotto a 3 anni per le PMI.

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