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Credito d’imposta agricoltura: guida al Bonus 4.0 e alla ZES Unica 2026
19/01/2026 ZES Unica Sud,credito d'imposta,agevolazioni Mezzogiorno,investimenti Sud Italia,Legge di Bilancio 2026,bonus imprese,sviluppo Sud

Credito d’imposta agricoltura: guida al Bonus 4.0 e alla ZES Unica 2026

L'approvazione della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha delineato un nuovo scenario per le imprese del settore primario, mettendo in campo risorse significative per la modernizzazione e lo sviluppo strutturale. Tuttavia, per l'imprenditore agricolo, districarsi tra i vari decreti non è sempre semplice: spesso ci si trova davanti a strumenti che sembrano simili, ma che presentano finalità, beneficiari e regole d'ingaggio profondamente diversi.

Scegliere la strategia corretta non significa solo "ottenere un contributo”, ma pianificare la crescita della propria azienda evitando errori procedurali che potrebbero portare alla revoca del beneficio. In questo approfondimento metteremo a confronto le due misure di punta del triennio 2026-2028: il Credito d'Imposta Agricoltura 4.0 e il Credito d'Imposta ZES Unica.

Agricoltura 4.0: la digitalizzazione arriva finalmente a tutti

Il Credito d’Imposta Agricoltura 4.0 nasce per colmare un vuoto normativo storico. Fino ad oggi, molte realtà del settore primario erano rimaste escluse dai principali incentivi per l'innovazione digitale, come l'Iperammortamento.

A chi si rivolge questa misura?

La vera novità riguarda la platea dei beneficiari: l’incentivo è pensato specificamente per le imprese agricole individuali e le società semplici. Si rivolge inoltre a tutte le imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli, nella pesca e nell'acquacoltura.

Cosa si può acquistare?

L’obiettivo è la trasformazione tecnologica. Sono agevolabili i beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, inclusi negli Allegati A e B della L. 232/2016.
Alcuni esempi pratici includono:

  • Trattori a guida autonoma o assistita.
  • Droni per il monitoraggio avanzato delle colture.
  • Sensori IoT per lo sviluppo dell'agricoltura di precisione.
  • Sistemi di irrigazione automatizzati e interconnessi.

Nota Bene: Il requisito fondamentale per l'accesso al credito è l'interconnessione dei beni al sistema di gestione aziendale. Senza questo passaggio tecnico, l'investimento non è ammissibile.

I limiti finanziari e il rischio "riparto"

Nonostante l'aliquota del credito sia interessante (fino al 40% su un massimo di 1 milione di euro), occorre fare molta attenzione alla dotazione finanziaria complessiva, che è di soli 2,1 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028. Data l'esiguità dei fondi rispetto alla potenziale platea, è concreto il rischio di un riparto proporzionale, che potrebbe ridurre la percentuale di credito effettivamente spettante a ciascuna impresa.

Credito d’Imposta ZES Unica: la spinta strutturale per il Mezzogiorno

Mentre l'Agricoltura 4.0 punta sulla tecnologia, il Credito d’Imposta ZES Unica è uno strumento di politica territoriale volto a rafforzare la struttura produttiva delle regioni del Sud e di alcune aree del Centro Italia. È gestito direttamente dal MASAF (Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste).

Dove e per chi?

L'agevolazione è riservata alle imprese che realizzano investimenti in strutture produttive situate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna, Abruzzo e, dal 2026, anche nelle zone assistite di Marche e Umbria. I beneficiari sono le imprese della produzione agricola primaria, del settore forestale e le MPMI della pesca e dell'acquacoltura.

A differenza dell'Agricoltura 4.0, qui il focus è più ampio. Il credito d'imposta si applica a investimenti in beni strumentali nuovi per progetti compresi tra 50.000 euro e 100 milioni di euro. Oltre a macchinari e attrezzature, la ZES Unica permette di agevolare:

  • Realizzazione o ampliamento di stabilimenti.
  • Acquisto di terreni e immobili strumentali, nel limite del 50% del valore dell'investimento.
  • Diversificazione della produzione o trasformazione dei processi.

Aliquote record e grandi risorse

Per il 2026, le aliquote sono estremamente vantaggiose, superando di gran lunga quelle di altre misure:

  • 58,7839% per le micro, piccole e medie imprese (MPMI).
  • 58,6102% per le grandi imprese.

Inoltre, la dotazione finanziaria è massiccia: 2,3 miliardi di euro per il 2026, seguiti da 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. Questo garantisce una maggiore certezza sull'entità del beneficio rispetto all'Agricoltura 4.0.

Tempistiche da non dimenticare

Per la ZES Unica, è necessario inviare una comunicazione preventiva tra il 31 marzo e il 30 maggio dell'anno di investimento. Per l'Agricoltura 4.0, invece, per il 2026 vale la regola della prenotazione: ordine accettato e acconto del 20% entro il 31 dicembre 2026, con completamento entro il 30 giugno 2027.

In entrambi i casi, l'utilizzo del credito avviene esclusivamente in compensazione tramite modello F24. Mentre per l'Agricoltura 4.0 è richiesta una certificazione contabile delle spese, per la ZES Unica occorre attendere il provvedimento formale dell'Agenzia delle Entrate.

Cumulabilità delle agevolazioni e limiti da rispettare

Un aspetto di particolare interesse per la pianificazione degli investimenti riguarda la cumulabilità delle misure. Il Credito d’Imposta Agricoltura 4.0 e il Credito d’Imposta ZES Unica sono cumulabili tra loro, a condizione che non si riferiscano ai medesimi costi agevolati in violazione delle specifiche regole di ciascun incentivo. 

Entrambe le misure risultano inoltre cumulabili con la Nuova Sabatini, nel rispetto dei vincoli previsti dalla normativa nazionale ed europea. 

In ogni caso, il cumulo complessivo delle agevolazioni non può superare il 100% del costo del bene oggetto di investimento. Una corretta verifica preventiva dei massimali e delle compatibilità è quindi essenziale per evitare contestazioni e garantire la piena fruizione dei benefici.

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