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Composizione Negoziata: guida alla Sospensione
31/07/2025 Composizione Negoziata,Sospensione Composizione Negoziata,Sospensione fidi

Composizione Negoziata: guida alla Sospensione

Composizione Negoziata: Stop alla Sospensione dei Fidi? La Guida al Correttivo-Ter e alle Decisioni dei Tribunali

L'accesso alla Composizione Negoziata della Crisi (CNC) rappresenta un'opportunità strategica per il risanamento aziendale, ma spesso innesca un problema critico: l'irrigidimento dei rapporti con le banche e la sospensione o revoca delle linee di credito. Questa reazione, particolarmente dannosa per le PMI, può compromettere la liquidità necessaria per attuare il piano di risanamento.

Il recente Decreto "Correttivo-ter" (D.Lgs. 136/2024) ha modificato il Codice della Crisi e dell'Insolvenza (CCII) proprio per affrontare questo nodo cruciale. Ma cosa è cambiato davvero per le imprese? E come si stanno orientando i tribunali?

La Sfida: Perché le Banche Sospendono gli Affidamenti con la CNC?

Quando un'impresa avvia la Composizione Negoziata, le banche sono tenute, secondo la loro disciplina di vigilanza prudenziale, a rivalutare il rischio di credito. Questo porta frequentemente a una riclassificazione del debito dell'impresa tra i crediti deteriorati, solitamente come "inadempienze probabili" (Unlikely to Pay - UTP).

Questa classificazione, unita all'incertezza sull'esito del risanamento, spinge gli istituti di credito a:

  • Sospendere le linee di credito per la parte non utilizzata.

  • Rendere più difficoltoso l'utilizzo dei fidi (es. allungando i tempi per gli anticipi su fatture).

  • In alcuni casi, revocare completamente gli affidamenti.

Questo comportamento, seppur prudenziale dal punto di vista della banca, rischia di soffocare l'impresa nel momento in cui ha più bisogno di ossigeno finanziario.

La Novità Normativa: Cosa Dice Davvero l'Art. 16 del Codice della Crisi?

Il "Correttivo-ter" è intervenuto modificando l'articolo 16, comma 5, del CCII, stabilendo un principio chiaro:

L'accesso alla composizione negoziata e il coinvolgimento nelle trattative non costituiscono di per sé causa di sospensione e di revoca delle linee di credito, né ragione di una diversa classificazione del credito.

In teoria, questa norma dovrebbe impedire alle banche di reagire automaticamente alla notizia della CNC. Tuttavia, la stessa disposizione contiene un'importante eccezione.

Il Limite della Norma: La "Clausola di Salvaguardia" della Vigilanza Prudenziale

La norma fa salva la possibilità di sospensione o revoca degli affidamenti se questa è "determinata dalla applicazione della disciplina di vigilanza prudenziale". In sostanza, la banca può ancora sospendere i fidi, ma deve rispettare due condizioni fondamentali:

  1. Fondamento Oggettivo: La decisione non può basarsi sul solo accesso alla CNC, ma deve derivare da un'analisi complessiva del merito creditizio che evidenzi un deterioramento oggettivo (es. sconfinamenti, ritardi nei pagamenti, peggioramento degli indici di bilancio).

  2. Obbligo di Motivazione: La banca deve comunicare per iscritto le ragioni specifiche della sua decisione agli organi di amministrazione e controllo dell'impresa.

La norma ha quindi una natura più "persuasiva" che coercitiva, mirando a prevenire comportamenti pretestuosi ma senza scavalcare le regole di gestione del rischio a cui le banche sono soggette.

La Parola ai Tribunali: Cosa Dicono le Ultime Sentenze del 2025?

Le prime ordinanze dei tribunali, chiamati a decidere sulla richiesta delle imprese di riattivare i fidi sospesi, confermano questa interpretazione.

  • Tribunale di Parma (10/01/2025) e Bologna (16/03/2025): Hanno respinto le richieste delle imprese di riattivare i fidi, riconoscendo la legittimità della sospensione quando le banche hanno fornito motivazioni fondate su un'analisi del rischio. Se il piano di risanamento presenta incertezze e non offre garanzie adeguate, la banca ha il diritto di proteggersi.

  • Tribunale di Firenze (28/04/2025) e Venezia (28/03/2025): Hanno imposto la riattivazione, ma in contesti particolari in cui gli istituti di credito avevano già manifestato la loro disponibilità o raggiunto un accordo con l'impresa.

La giurisprudenza è chiara: il tribunale non imporrà a una banca di assumersi un rischio che considera ingiustificato, a patto che la valutazione sia ben motivata e non arbitraria.

Strategia Vincente: Come Gestire i Rapporti con le Banche

L'analisi dimostra che attendere l'intervento del giudice dopo aver avviato la CNC è una strategia rischiosa e spesso inefficace. L'approccio vincente è proattivo.

È fondamentale trattare con gli istituti di credito le condizioni per il mantenimento delle linee di credito prima di accedere formalmente alla Composizione Negoziata. Presentare in anticipo un piano credibile, offrire garanzie e negoziare un accordo di "standstill" può evitare che l'avvio della procedura si trasformi in una crisi di liquidità.

In questo modo, la Composizione Negoziata può dispiegare i suoi effetti benefici, diventando un vero strumento di risanamento supportato, e non ostacolato, dal sistema bancario.

Affrontare una crisi richiede una strategia integrata. Il team di Coesio & Partners è specializzato nell'assistere le imprese nella gestione dei rapporti con il ceto bancario e nella strutturazione di piani di risanamento solidi. Contattaci per una consulenza strategica.

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