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Certificazione R&S, le Linee guida a cui fare riferimento
11/07/2024 Finanza Agevolata

Certificazione R&S, le Linee guida a cui fare riferimento

Le nuove Linee Guida per la corretta applicazione del credito d’imposta rappresentano un passo cruciale per le imprese italiane. Con il decreto direttoriale del 4 luglio 2024 (consultabile con un click qui DECRETO_LINEE_GUIDA_4_LUGLIO_2024), il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha pubblicato un documento essenziale che chiarisce le modalità di certificazione per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. Questo articolo esamina le principali anticipazioni e gli impatti delle nuove direttive, note come “Transizione 5.0”.


Le Linee Guida del Manuale di Frascati: una panoramica generale

Il documento di 44 pagine fornisce una guida esaustiva e dettagliata su come le imprese possono ottenere la certificazione delle proprie attività per beneficiare del credito d’imposta. Le Linee Guida (consultabili per intero qui – Linee Guida) sono suddivise in quattro sezioni principali:

  1. Ricerca e Sviluppo (Sezione Prima): Questa parte si concentra sulle attività dal 2020 in poi, applicando i cinque criteri del Manuale di Frascati: novità, creatività, incertezza, sistematicità e trasferibilità/riproducibilità.
  2. Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo (2015-2019) (Sezione Seconda): Analizza il periodo 2015-2019 e conferma l’applicazione dei principi del Manuale di Frascati anche per questi anni.
  3. Innovazione (Sezione Terza): Definisce l’innovazione tecnologica secondo i criteri del Manuale di Oslo, concentrandosi su conoscenza, novità, implementazione e uso effettivo, creazione di valore.
  4. Design e Ideazione Estetica (Sezione Quarta): Inquadra le attività ammissibili per la fase precompetitiva, articolandole in ideazione, progettazione, materializzazione e preserie/marketing e distribuzione.
L’applicazione del Manuale di Frascati al periodo pregresso 15-19

Uno dei punti più critici riguarda l’applicazione dei principi del Manuale di Frascati anche alle attività comprese nel periodo 2015-2019. La Circolare n. 5/2016 e successive conferme da parte del MISE e dell’Agenzia delle Entrate (AdE) stabiliscono che le definizioni delle attività ammissibili sono basate sulle linee guida internazionali OCSE, specificamente nel Manuale di Frascati.

Cronoprogramma

L’approvazione delle Linee Guida apre la strada alla certificazione delle attività da parte delle imprese. A partire dall’8 luglio 2024, i certificatori possono inviare le richieste tramite la piattaforma dedicata. Questo processo aiuterà le aziende a ottenere la certezza dei benefici fiscali e a evitare possibili contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.

Le nuove direttive rappresentano una transizione significativa verso un quadro normativo più chiaro e strutturato, promuovendo l’innovazione e la competitività delle imprese italiane. È essenziale per le aziende comprendere e adeguarsi a queste linee guida per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal credito d’imposta in ricerca e sviluppo.

Vuoi scoprire se puoi accedere al Credito d’imposta? Contattaci già da ora allo 081 734 8149, scrivici all’indirizzo info@coesio.it (click qui) oppure compila il form in basso.

Attività di Ricerca e Sviluppo per la Certificazione

Le attività di ricerca e sviluppo (R&S) devono mirare a scoprire nuove conoscenze e raggiungere risultati innovativi applicabili a prodotti e processi non ancora diffusi nel settore di riferimento. L’obiettivo principale di qualsiasi progetto di R&S è generare nuove conoscenze, dove il termine “nuovo” deve essere contestualizzato nell’ambito operativo specifico.

Per certificare gli investimenti effettuati o da effettuare, è possibile richiedere una certificazione. Questa serve a classificare gli investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design e innovazione estetica, come stabilito dalla legge n. 122/2022. La certificazione non è obbligatoria, ma consigliata, poiché garantisce la conformità dei progetti e offre protezione alle aziende in caso di contestazioni fiscali, prevenendo potenziali procedimenti penali. Pertanto, la certificazione consente alle aziende di beneficiare del credito d’imposta con maggiore sicurezza.

Richiesta di Certificazione per Attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione

Le imprese che hanno effettuato o intendono effettuare investimenti in attività di ricerca, sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica possono richiedere la certificazione. Tuttavia, questa non è disponibile se sono state riscontrate violazioni relative ai crediti d’imposta attraverso un processo verbale o un atto impositivo, come specificato nell’art. 23 del D.L. n. 73/2022, il quale promuove l’applicazione certa delle agevolazioni. Per ottenere il riconoscimento, è necessario rivolgersi a un certificatore e richiedere l’accesso alla procedura presso il MIMIT, specificando il soggetto incaricato iscritto all’Albo e che abbia accettato l’incarico.

Attività Ammissibili al Credito d’Imposta per Ricerca e Sviluppo

Secondo l’art. 2 del D.M. del 27 maggio 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, le seguenti attività di ricerca e sviluppo sono ammissibili al credito d’imposta:

a) Lavori sperimentali o teorici finalizzati all’acquisizione di nuove conoscenze sui fenomeni osservabili, senza applicazioni commerciali dirette. b) Ricerche pianificate o indagini critiche mirate a nuove conoscenze da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi, migliorare quelli esistenti o creare componenti di sistemi complessi, escludendo i prototipi. c) Acquisizione, combinazione e utilizzo di conoscenze scientifiche, tecnologiche e commerciali per produrre piani, progetti o disegni per nuovi prodotti, processi o servizi modificati o migliorati, inclusi studi di fattibilità e prototipi utilizzabili per scopi commerciali o progetti pilota per esperimenti tecnologici o commerciali. d) Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano destinati ad applicazioni industriali o commerciali.

Non sono considerate attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche se migliorative.

Per le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico, il credito d’imposta è riconosciuto fino al 31 dicembre 2022, nella misura del 20% della base di calcolo, al netto delle altre sovvenzioni ricevute per le stesse spese ammissibili, con un limite annuale di 4 milioni di euro. Dal periodo successivo al 31 dicembre 2022 fino al 31 dicembre 2031, il credito d’imposta è riconosciuto al 10%, con un limite massimo annuale di 5 milioni di euro.

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Attività Ammissibili al Credito d’Imposta per l’Innovazione

Le attività di innovazione devono essere in linea con i criteri stabiliti dal Manuale di Oslo, differenziandosi quindi dai principi generali applicati ai progetti di ricerca e sviluppo. Questo allineamento con la normativa specifica permette di beneficiare di documentazione e vantaggi distinti.

Per le attività di innovazione tecnologica mirate alla creazione di nuovi prodotti o processi di produzione o al miglioramento sostanziale di quelli esistenti, il credito d’imposta è riconosciuto fino al 31 dicembre 2023, pari al 10% della base di calcolo, al netto di altre sovvenzioni ricevute, con un limite annuale di 2 milioni di euro. Dal periodo successivo fino al 31 dicembre 2025, il credito è ridotto al 5%, con lo stesso limite annuale.

Per le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, volte a sviluppare prodotti o processi di produzione nuovi o migliorati per obiettivi di transizione ecologica o innovazione digitale 4.0, il credito d’imposta è riconosciuto fino al 31 dicembre 2022, pari al 15% della base di calcolo, con un limite annuale di 2 milioni di euro. Dal periodo successivo fino al 31 dicembre 2023, il credito è ridotto al 10%, con un limite annuale di 4 milioni di euro, e dal 31 dicembre 2023 fino al 31 dicembre 2025, è ridotto al 5%, mantenendo lo stesso limite.

La specifica “tecnologica” serve a distinguere le attività ammissibili rispetto ad altre forme di rinnovamento, come aggiornamenti estetici, tecniche di gestione, marketing, finanziamento di nuovi prodotti o strategie aziendali.

Attività Ammissibili al Credito d’Imposta per Design e Ideazione Artistica

Per le attività di design e ideazione estetica che innovano significativamente i prodotti in termini di forma e altri elementi non tecnici (linee, contorni, colori, ornamenti), il credito d’imposta è riconosciuto fino al 31 dicembre 2023, pari al 10% della base di calcolo, con un limite annuale di 2 milioni di euro. Dal periodo successivo fino al 31 dicembre 2025, il credito è ridotto al 5%, con lo stesso limite annuale.

Esempi:

  • Investimento di 600.000 euro nel 2023: 60.000 euro di credito d’imposta (10%).
  • Investimento di 2.430.000 euro nel 2023: 200.000 euro di credito d’imposta (limite di 2.000.000 euro).
  • Investimento di 600.000 euro nel 2024: 30.000 euro di credito d’imposta (5%).
  • Investimento di 2.430.000 euro nel 2024: 100.000 euro di credito d’imposta (limite di 2.000.000 euro).

Le attività ammissibili riguardano la fase precompetitiva che termina con la realizzazione di campionari non destinati alla vendita, articolata in quattro fasi: ideazione, progettazione, materializzazione e preserie, marketing e distribuzione. Solo le spese delle fasi 2 e 3 sono ammissibili.

Contenuti della Certificazione delle Attività

La certificazione delle attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design deve contenere:

  1. Informazioni sulle capacità organizzative e tecniche dell’impresa o dei soggetti esterni incaricati.
  2. Descrizione dettagliata dei progetti o sottoprogetti realizzati o pianificati.
  3. Motivazioni tecniche che attestano la sussistenza dei requisiti per l’ammissibilità al credito d’imposta.
  4. Dichiarazione di assenza di conflitti di interesse da parte del certificatore.
  5. Ulteriori informazioni utili per rappresentare completamente la fattispecie agevolativa.

La certificazione deve essere inviata al MiMIT entro 15 giorni dal rilascio e ha effetti vincolanti nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, salvo rappresentazioni errate dei fatti.

Albo dei Certificatori

Dal 15 maggio 2024 è disponibile l’elenco dei certificatori abilitati, tenuto dal MIMIT. Possono essere iscritti:

  • Persone fisiche con laurea idonea, senza condanne definitive e con esperienza nella presentazione, valutazione o rendicontazione di almeno 15 progetti negli ultimi tre anni.
  • Società di consulenza con sede in Italia, non in stato di liquidazione o sotto procedura concorsuale, senza sanzioni interdittive.

I certificatori devono fornire la documentazione richiesta dal MiMIT entro 15 giorni, prorogabili di ulteriori 15 in situazioni straordinarie.

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